Katie Trick
«Sono sempre stata attratta dai dipinti che hanno un certo suono, o una canzone.»
La pittura di Katie Trick ricorda l’opera di Henri Matisse, in particolare i Cut Outs di metà secolo e gli interni dei primi del 20° secolo, soprattutto nella semplicità e distillazione del colore e del contorno, nel segno grezzo ma vibrante del pennello e del pigmento impresso sulla carta. Il lavoro di Trick, tuttavia, trae origine dal processo artistico inconscio, che si dispiega sulla carta per creare un’immagine istintiva e musicale.

In questo, Trick è legata al lavoro di artisti come Rudolf Bauer, per i quali astrazione lirica sembra una definizione più adatta. Per Katie Trick, infatti, fare arte sembra una danza di forme. È un viaggio simbiotico in cui ogni nuova opera o serie attinge alla memoria e alla sperimentazione di quella precedente: «Da un dipinto o disegno all’altro raccolgo forme e colori. Un certo tipo di segno emerge e si riversa nell’opera successiva, e così via.

Scopro continuamente qualcosa di nuovo. A volte, mentre disegno, riaffiorano cose che forse erano apparse e poi erano state scartate in dipinti di un anno prima, perché allora non sapevo bene come usarle. È come se afferrassi e archiviassi di continuo cose in un archivio mentale.» Questo spiega forse la presenza di tracce di forme come in staccato, simili a note musicali che punteggiano la superficie. Il lavoro di Trick è stato infatti paragonato a quello di Paul Klee, e lei afferma di essersi interessata sempre più all’opera del maestro modernista, in particolare al modo in cui la musica alimenta la pratica delle arti visive. «La musicalità di Klee è una delle prime cose che mi hanno attratta; è come se potessi sentire le forme e i colori. E sono così gioiosi, giocosi e affascinanti, a volte magici.»

L’opera di Katie Trick comprende olio, acquerello e pastello a olio su carta, tavola e tela, in un formato intimo solitamente inferiore ai sessanta centimetri. Un forte impatto grafico nasce da una superficie cartografica intersecata da forme geometriche astratte, annotazioni di forma e riferimenti al paesaggio. Ciò avviene attraverso un processo di creazione di pattern e forme e di raschiatura, aprendo «nuovi percorsi».

L’artista spiega il processo di un’opera, esprimendo il suo approccio in termini poetici: «Alla fine era una sorta di paesaggio, con accenni di strutture o movimenti ampi; credo che stessi cercando qualcosa che somigliasse a Port Talbot. Il mare colpisce la terra, dove sorgono le acciaierie. Ondeggianti, grigie, scintillanti di notte, poi iniziano le montagne e le valli. Le linee sembrano essere state scavate durante il processo… Era come se cercassi disperatamente questo luogo dentro il dipinto.»
Questa energia e questo movimento artistici si rivelano in un senso scultoreo della superficie, dove la rappresentazione è incorniciata e attraversata dall’astrazione. Per Katie Trick è il processo di giocare con pigmento, forme e immagini a creare nuovi mondi e un senso di musica e di vita. L’artista ha così inventato un nuovo vocabolario pittorico che evoca la memoria, una musica annotata dalla forma geometrica.
Rosa JH Berland
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