Angie Spencer
“I find that there is no substitute for direct observation. I paint best when I am immersed in the landscape that I am painting. There are colours and subtleties in nature that are so extraordinary that the human mind has little chance of recreating them in the studio. The direct effects of light and atmosphere can only ever be hinted at in a painting but there is a greater chance of capturing them if one is observing carefully from life.”
Angie Spencer è una paesaggista britannica, nata a Scarborough (North Yorkshire) nel 1959 e oggi residente a Stroud, nel Gloucestershire. Dopo un lungo interesse per il disegno e la pittura, ha studiato all’University of Gloucestershire, dove nel 2004 ha conseguito una laurea (BA Hons) in incisione e stampa d’arte. Pur avendo una formazione da incisore, Spencer è passata alla pittura a olio, sviluppando un approccio personale radicato nella tradizione romantica della pittura dal vero.
Il suo lavoro è noto per l’immediatezza emotiva e la sensibilità ai mutamenti stagionali, con un’attenzione particolare all’acqua e alla luce. Dipingendo quasi esclusivamente en plein air, ritiene che essere fisicamente presente nel paesaggio sia essenziale per coglierne le sfumature.
Uno dei suoi progetti più ambiziosi è stato dipingere il fiume Frome nell’arco di un anno, seguendone il percorso di 40 chilometri dalla sorgente alla confluenza con il fiume Severn. Il progetto, presentato sulla rivista Cotswold Life, riflette il suo interesse e il suo impegno nel documentare l’atmosfera e l’ambiente che cambiano in tutte le stagioni.
Dal 2023 al 2024 Spencer è stata artista in residenza al Painswick Rococo Garden, dove ha realizzato un ampio corpus di opere che raccontano la trasformazione del giardino nel corso dell’anno. Questa serie mette in luce il suo costante interesse per il luogo, il tempo e la bellezza naturale.
Oltre alla pittura, Angie è anche un’affermata violinista classica. È primo violino della Stroud Symphony Orchestra e suona regolarmente con la Capriol Chamber Orchestra e con un quartetto d’archi locale.
Attraverso l’arte e la musica, Spencer offre uno sguardo contemplativo e partecipe sull’esperienza del paesaggio, celebrandone le qualità effimere con dedizione e maestria.