Alastair Gordon
«Il mio lavoro nasce da un travolgente senso di gioia per le difficoltà della pittura: ciò che la pittura può ottenere e il modo in cui può sollevarci dai detriti della vita quotidiana.»
Caratterizzati da una sintesi immaginativa e senza pari di semplicità e complessità, gli straordinari dipinti trompe l'oeil di Alastair Gordon trasformano comuni oggetti di carta in vignette di memoria, studio ed evocazione. Elementi come nastro adesivo, vecchie fotografie, ritagli di carta e altri materiali effimeri vengono disposti e dipinti in uno stile fortemente realistico. In queste immagini sottilmente costruite c’è anche un senso di astrazione pittorica, che rende lo stile di Gordon diverso da quello di qualsiasi altro pittore.
L’artista parte da piccole nature morte realizzate in studio. Disegna ogni giorno ed è particolarmente interessato a osservare quelli che chiama i detriti della vita quotidiana: cartoline, aeroplanini di carta e taccuini. Questi oggetti custodiscono tracce di storie passate e, al tempo stesso, l’illusionismo funziona come strumento di coinvolgimento, invitando lo spettatore a tornare sul piano del quadro e a godere dell’abilità, del colore e della profondità. Per i suoi oli su tavola l’artista dipinge questi oggetti in bassorilievo, così che sembrino fissati con puntine o nastro su una superficie di legno. Osserva che il suo approccio è in parte influenzato dalla pittura illusionistica nordeuropea del Seicento e in particolare dal «Quodlibet – ciò che vuoi».
Da parte sua, Gordon usa la propria forma contemporanea di pittura trompe l'oeil per affrontare questioni attuali come «la falsificazione, l’illusionismo e il modo in cui le immagini plasmano il nostro modo di pensare nella società. Storicamente i generi della natura morta parlavano della mortalità e della natura effimera della bellezza. Oggi tendiamo a trovare difficile parlare di questi temi, ed è in parte per questo che amo tanto lavorare sulla natura morta. È un modo per aprire una conversazione sulle grandi questioni della bellezza, della morte e della sacralità della vita. C’è un momento bellissimo in cui le persone si accorgono di guardare un’illusione dipinta – una specie di momento ‘Aha’ – che le spinge a guardare una seconda volta.»
Le fonti dell’artista sono numerose e affascinanti. Oltre ai legami con la pittura di genere e la tradizione della natura morta dell’Europa del Cinquecento e del Seicento, ricorda di aver lavorato da adolescente in un parco a tema, Camelot, nel Lancashire, dipingendo sulle pareti della mensa murali trompe l’oeil di antichi castelli e paesaggi pastorali. «Erano una sorta di versione del folklore inglese più mito che realtà, ciò che Umberto Eco definisce iperrealtà (un falso autentico). Deve avermi colpito molto, perché da allora sono ossessionato da questa idea del falso autentico.» Durante il master Gordon ha visitato anche parchi a tema americani come The Holy Land Experience a Orlando. «Ogni pomeriggio alle tre Gesù viene crocifisso su una croce di plastica, servono cupcake ‘sweet Jesus’ e poi lui risorge sul sellino posteriore di una Harley Davidson. Ho dipinto questi parchi a tema, e ne è nata l’ossessione di trovare la cosa autentica.» Altre ispirazioni ancora vengono dalla letteratura, dal cinema e dalla musica. «I miei titoli sono spesso presi da testi di canzoni o da poesie. I riferimenti vanno da ‘The Wasteland’ di T.S. Eliot a Ferris Buellers Day Off. Per me sono tutti collegati e contribuiscono a formare il ricco arazzo – o Quodlibet – della vita moderna.»
Rosa JH Berland
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Gordon è responsabile del corso di Professional Practice presso la Leith School of Art di Edimburgo. Ha conseguito un MA in Fine Art alla Wimbledon School of Art e un BA con lode in Pittura alla Glasgow School of Art, dopo aver frequentato il Foundation Course alla Leith School of Art. Tra residenze, premi e riconoscimenti figurano l’Artists Newsletter Travel Bursary 2019; la City and Guilds of London Residency, 2019; la Catalyst Residency, 2018; The Windsor and Newton Painting Prize, Regno Unito, 2015; lo Shoosmiths Art Prize, Regno Unito, 2014; la Bow Arts Trust Residency, Londra, 2013; una residenza alla Leith School of Art, Edimburgo, 2011 e la European Leadership Forum Residency, Eger, Ungheria, 2011.
Le opere di Gordon fanno parte di numerose e prestigiose collezioni private e pubbliche, tra cui Beth Rudin de Woody, New York; Simmons and Simmons, Londra; Ahmanson Collection, Los Angeles; Landmark PLC, Londra; Bow Arts Trust, Londra; The Royal Bank of Scotland Collection e The Glasgow School of Art Alumni Collection. Gordon è stato selezionato per il Denton Art Prize nel 2020.

Mostre personali :
The City and Guilds of London Art School, 2019
First Things Gallery, New York, 2017
Ahmanson Gallery, Irvine, California, 2017
Simmons and Simmons, London, 2016
Art Lacuna, London, 2015
Nunnery Gallery, London, 2014 and 2013
Bearspace, London, 2014
Departure, London, 2012

Mostre collettive selezionate :
CCC Museum, Beijing, 2020
Collyer Bristow Gallery, London, 2019
Sluice, Berlin, 2018
JGM Gallery, London, 2018
Husk Gallery, 2018 and 2013, London
Deptford X, London, 2018
Charlie Smith Project Room, London, 2017
Bearspace Gallery, London, 2016
Christies, London, 2015 and 2014
MK Gallery, Milton Keynes, 2015
Griffin Gallery, London
Arusha Gallery, Edinburgh, 2015
No Format Gallery, London, 2015
Affordable Art Fair, Battersea Park, London, 2015
Foyles Gallery, London, 2015
Threadneedle Painting Prize, Mall Galleries, London, 2014
The Open West, The Wilson, Cheltenham, 2014
Oriel Davies Open, Oriel, 2014
Davies Gallery, Powys, Wales, 2014
Dovecot Galleries, Edinburgh, 2014
Function Gallery, London, 2014
Durham University and The Holy Biscuit, Newcastle, 2013
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