UNFOLDING MAN
Aleph Contemporary Virtual Gallery presenta
DAN COOMBS: UNFOLDING MAN
«La realtà dell’interazione umana avviene a un livello al di sotto del linguaggio. Mi interessa il modo in cui le persone si relazionano, penetrano e trasformano la coscienza l’una dell’altra, e cerco di mostrare la figura come parte di una matrice totale di altre figure.» Dan Coombs
Aleph è lieta di annunciare la prima mostra personale del celebre pittore figurativo britannico Dan Coombs. Dal 2003 la pratica di Coombs prende avvio da una serie di collage di piccolo formato, che raffigurano e utilizzano esclusivamente il nudo, come motivo e forma singola oppure con più nudi distribuiti in un’unica composizione. In sostanza, i collage sono disegni per dipinti più grandi.
Nella «fase del disegno» il nudo è una fotocopia (più di recente la fotocopia viene spostata durante la copiatura per creare distorsione e sfocatura) fissata sulla superficie della tela tra disposizioni di spazi interni ed esterni realizzate con colori acrilici. La disposizione dei nudi può sembrare arbitraria o casuale, ma è un equivoco. Le scelte compositive sono al tempo stesso intuitive e consapevoli, incentrate sulle relazioni pittoriche e psicologiche tra le figure, e creano una tesa simbiosi tra una comprensione storica del nudo attraverso la storia dell’arte e una consapevolezza contemporanea più personale o «sentita». Un disegno che «funziona» viene poi usato per realizzare un grande dipinto dinamico.
Il dipinto intitolato Windsurfers stabilisce con sorprendente sicurezza una simbiosi pittorica e psicologica. Costruito quasi interamente con il rosso e il giallo di Napoli, oscilla tra un’apertura giocosa e una tensione insicura e nervosa. Lo sfondo rosso, o campo spaziale, suggerisce un sipario (che nasconde la vergogna) o la muleta rossa del torero (che stuzzica o flirta con lo scontro). Il sole, che sbircia oltre il sipario rosso come un occhio, è testimone della sicurezza buffa e sessualmente aperta della donna con le pinne rosse e dell’autostima nervosa e rimpicciolita degli uomini che la osservano. La continuità e il ritmo della pittura all-over (che ricorda molta pittura del secondo dopoguerra) e la facilità con cui l’immagine è resa con un’apertura da fumetto rendono questo dipinto emblematico del dramma psicologico contenuto nei quadri di Coombs, mascherato da una fresca immediatezza. Più di recente si avverte un senso di «svuotamento» in una serie di dipinti neri in cui i nudi sembrano nuotare, fluttuare o danzare dentro e sulla superficie di un fondo nero, ricordando piuttosto le fotografie vittoriane di fate ed evocando una psicologia capovolta nello spirito di Lewis Carroll.
Ciò che questi dipinti manifestano nasce dall’interazione tra le figure e dalla loro posizione nella composizione. In Unfolding Man, una singola figura maschile a sinistra del dipinto osserva un gruppo di figure che sono sue proiezioni o riflessi. Partendo dalla figura scomposta all’estrema destra del dipinto (spinta quasi fino all’astrazione), passiamo gradualmente da forme e segni a un insieme o gruppo di forme che ricordano figure o gli strati cumulativi del sé. Tra la polarità della frammentazione e una forma piena assistiamo a un’autodiagnosi che si rispecchia, dando vita a una narrazione sul rapporto del dipinto con le strutture stratificate della psiche individuale e a una riflessione sul potere trasformativo dell’arte.
Peter Ashton Jones, marzo 2020