FORZE IN ORBITA

Testo di Matthew Collings

Amore 

Amo e ammiro i dipinti di questi due artisti, che appaiono così completamente luminosi, liberi e innocenti.

Uguaglianza 

Paul Klee credeva ancora possibile una rivoluzione socialista quando scrisse nel suo diario che per lui fare arte era come la creazione all’inizio del mondo.

Demistificazione 

La rivoluzione modernista degli anni Dieci del Novecento avrebbe contrapposto la pittura astratta alla rappresentazione realistica delle cose. Davvero? È sicuramente un’idea molto limitata di ciò che accadde. Le figure celebri – Klee, Kandinsky, Mondrian, i due Delaunay, Malevič, cui ora si aggiunge la meravigliosa Hilma af Klint, i cui quadri furono realizzati sotto la guida di spiriti con cui comunicava durante le sedute – non erano davvero tecnici che facevano avanzare l’arte come si fa avanzare la scienza, come spesso sembra nelle spiegazioni divulgative di quegli anni. Erano chiacchieroni vivaci che avevano un cuore. Perché tutto ciò che c’è di bello nell’essere umani è velato, si chiedevano, perché non è alla luce del sole? Tutti i misteri che vale la pena avere vengono derisi, mentre ogni ingiustizia inflitta a tutti viene mistificata, così da far sembrare impossibile che esista qualcos’altro.

Sogni 

Dopo la tortura e l’assassinio dei leader socialisti tedeschi nel 1918, l’arte di Klee, e quella di tanti altri splendidi contemporanei, divenne un risarcimento per la perdita di una rivoluzione nella vita reale, anziché l’affermazione della sua inevitabilità. I suoi quadri sono poesia visiva il cui significato è una rivoluzione di pace e giustizia contro il sistema dell’orrore secondo cui tutti vivevano cento anni fa e che oggi continua a distruggere tutto ciò che è umano e tutto ciò che è naturale.

Felicità 

Le evocazioni danzanti e spettrali di Phil King, che richiamano i grandi capolavori della storia dell’arte, moderni e premoderni – la Zattera della Medusa e i corpi perfetti neoclassici, metà manichini d’artista e metà dèi, che mettono in scena la filosofia –, questi grandi momenti di follia culturale (ricordiamo che è una storia di barbarie oltre che di civiltà) che convivono alla pari con la vita ordinaria fatta di luce e natura che vede tutt’intorno a sé nella sua casa in Francia, con le notizie quotidiane intrecciate dentro e la sua resistenza alla loro vita assurda di menzogne; e l’affronto diretto di Joe Packer al colore più impossibile in pittura, il verde, in cui Joe ti fa credere per il modo in cui scolpisce un dipinto fino a farlo esistere – il modo in cui trasforma stratificazioni, false partenze, aggiunte, ripensamenti e grovigli, insieme alla trasparenza, in un linguaggio potente, un linguaggio visivo che parla di vitalità e memoria, natura e spirito –: questi due pittori, che fanno della sorpresa il loro principio fondamentale, lavorano con fiducia nei materiali e nel fare e ci mostrano il mondo dell’immaginazione che William Blake, come Klee, sosteneva essere la realtà, contrapposta al rachitico teatrino di marionette che ci viene offerto come «vita» da mass media il cui unico significato è spadroneggiare e ragliare per padroni che in realtà sono schiavi e che hanno distrutto l’ecosistema per denaro, mi rendono felice.

Come guardarlo 

Non serve sapere nulla per capire ciò che fanno. È già tutto dentro di te.

Matthew Collings, febbraio 2021

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