Andrew Hewish
Andrew Hewish è una figura di grande rilievo nel mondo dell’arte contemporanea britannica, che si distingue nei suoi molteplici ruoli di artista, docente senior, curatore e fondatore di un’importante istituzione benefica. La sua pratica è profondamente radicata nella teoria critica, nel processo materiale e nella storia del disegno. Nel 2020 ha ricevuto la British Empire Medal (BEM) per il suo contributo alle arti.
Academic and Institutional Profile
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Leadership accademica: Hewish è docente senior e coordinatore dei Critical Contextual Studies (Art & Photography) presso la London Metropolitan University. La sua solida formazione accademica comprende un dottorato al Royal College of Art (RCA), un MRes del London Consortium e un MFA della UNSW. In precedenza è stato Visiting Academic presso la Ruskin School of Art di Oxford.
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Fondatore e direttore: È fondatore e direttore del Centre for Recent Drawing (C4RD), un ente benefico britannico dedicato alla ricerca, all’esposizione e alla promozione del disegno contemporaneo.
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Curatela e coinvolgimento: La sua esperienza curatoriale si estende ai programmi pubblici del prestigioso Warburg Institute, e contribuisce alle arti letterarie come membro del consiglio di The Poetry School.
Artistic Practice and Critical Focus
Il lavoro artistico di Hewish, che comprende disegno, pittura, collage e scultura, è noto per il suo approccio concettuale e la sua peculiare attenzione alla materia. Esplora l’«inconoscibilità materiale» dei processi e il concetto di «deriva»: i sottili spostamenti e le reti che emergono tra oggetti e materiali nel tempo. Crea un immaginario mnemonico, in cui le forme visive sostengono la memoria e le connessioni concettuali.
Contributions to Aleph Contemporary
Hewish è una figura chiave nel programma di Aleph Contemporary, a cui contribuisce con saggi critici e mostre da lui curate che articolano una visione filosofica distintiva dell’arte contemporanea, spesso collegando la teoria storica della pittura alla pratica attuale.
| Role | Exhibition/Text | Key Analytical Focus |
| Curator | A Little Closer (March – April 2023) | Centred on the enduring influence of Paul Klee, the exhibition celebrated "visual invention," arguing for a practice that risks success and failure in the pure act of making. |
| Curator | Field Notes (October – December 2022) | This exhibition explored the "resonances" of artists' observations, using collage and a "collage of languages" to create "soundings of our times." Hewish referenced Monet’s wartime practice as an example of producing works that "envisage the better part of ourselves in a difficult world." |
| Writer (Introduction) | Variations on World Making (Jacopo Dal Bello, June 2020) | His essay analysed Dal Bello's work as an "auto-poetics," noting the tension between conceptual play and material force. He discussed the use of historical notation (Twombly, Bacon) as a serious "challenge" to the possibility of the 'new' in painting. |