Amy Lay-Pettifer: scrittrice, curatrice e responsabile della comunicazione

Amy Lay-Pettifer è una figura dinamica della scena artistica londinese, attiva nei ruoli di scrittrice, curatrice e responsabile della comunicazione. La sua competenza professionale spazia dalla scrittura alla curatela e alla produzione, con particolare attenzione a progetti site-specific e collaborativi. Con un MA in teoria dell’arte contemporanea al Goldsmiths College, è intellettualmente impegnata a esplorare come voci, corpi e oggetti si connettano nel tempo, in particolare quando il linguaggio diventa rituale.

Dal 2014 la sua carriera comprende il ruolo di Studio Manager/responsabile della comunicazione per un importante artista britannico contemporaneo, una posizione di rilievo che comporta la gestione della produzione delle opere, delle mostre, della stampa, dei cataloghi e degli archivi. A dimostrazione della sua portata curatoriale, è stata curatrice ospite del programma 2020/21 di Fermynwoods Contemporary Art, che ha incluso la co-fondazione di SHELL LIKE, una piattaforma per la scrittura sperimentale e le opere sonore.

Text for Aleph Contemporary: Portable Portals

L’incisiva voce critica di Lay-Pettifer è emersa nel suo testo per la mostra di Aleph Contemporary Rita Evans: Portable Portals (novembre 2021 – giugno 2022).

Nel suo saggio inquadra con forza i disegni di Evans nel contesto dell’instabilità contemporanea, una realtà che descrive come dotata di un senso di «gelatina» o di «slittamento». Suggerisce che gli sconvolgimenti globali dell’epoca abbiano creato un «paesaggio interiore intensificato», trasformando il mondo domestico in un luogo di «incontri malleabili e trasformativi».

Lay-Pettifer analizza come l’uso del colore e della forma da parte di Evans distilli corpi, oggetti e spazi in un «linguaggio visivo comune» capace di un «movimento fluido, nauseante ma pieno di linfa». In definitiva, i disegni sono presentati come «Portable Portals» perché mappano il profondo desiderio umano di comunicazione e contatto fisico, offrendo «progetti per la sua espansione oltre i limiti». Questo testo è un esempio emblematico della sua capacità di collegare le qualità formali astratte della pittura a profonde questioni emotive e teoriche.


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