{"title":"Variations on Worldmaking","description":"\u003c!--begin kunstmatrix--\u003e\n\u003cp\u003e\u003ciframe height=\"600\" width=\"100%\" src=\"https:\/\/art.kunstmatrix.com\/apps\/artspaces\/?external=true\u0026amp;language=en\u0026amp;uid=10056\u0026amp;exhibition=755256\" title=\"virtual exhibition\"\u003e\u003c\/iframe\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eBenvenuti in questa mostra virtuale – Variations on Worldmaking – che presenta nuove opere dell’artista italiano Jacopo Dal Bello, con base a Berlino.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eA cura di Jon Sharples, questa raccolta di dipinti, disegni a monotipo e un’opera sonora è una presentazione esperienziale dell’opera di Dal Bello, composta per lo più da lavori realizzati entro i confini di questo periodo di lockdown.\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa pittura di Jacopo Dal Bello ha a che fare con il linguaggio – il gioco del linguaggio, il suo slittamento e il suo flusso; un campo di autopoietica che la pittura porta con sé come capacità peculiare. C’è anche quella strana presenza del colore. Jacopo ha attinto alle notazioni di altri: di Twombly, di Bacon, di Guston. Eppure non si tratta del riciclo pop della nostra epoca di tardo capitalismo, bensì di una notazione che si pone come sfida. Una domanda che ha messo alla prova la pratica moderna è quale sia la possibilità dell’ingresso del nuovo – i suoi precursori? Se il palinsesto, l’archivio, è la condizione da cui tutte le cose nascono, allora questa prova può essere affrontata di petto, come fa Jacopo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNon si tratta di citazioni pittoriche di questi artisti, ma del riconoscimento che il linguaggio del nostro mondo è un’accumulazione; e così può essere anche per la pittura. Twombly, Bacon e Guston sono sfide singolari per qualsiasi pittore, poiché ciascuno ha creato un’espressione visiva altamente specifica, quasi impossibile da superare; perché hanno prodotto per sé mondi così completi in rettangoli. Sono artisti del vicolo cieco, che hanno concluso la loro vita con un finale messo in scena di loro invenzione.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa messa in scena qui è fondamentale, e nel lavoro di Jacopo c’è un riconoscimento interno della costruzione della scena. Eppure, all’interno di questa messa in scena c’è una capacità energica; quell’ultimo cremoso gesto teatrale al centro del palcoscenico di Bacon diventa nel lavoro di Jacopo animazione vitale. Questo palcoscenico è girevole, e mette in atto vividi segni di pittura, significato e vita che ruotano davanti allo spettatore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL’animazione della linea e le sue possibilità fanno parte della sperimentazione di Jacopo. Ci sono graffi e sfregamenti, scarabocchi e segni di slittamento; ma anche linee antropomorfe derivate da una zona incerta tra cultura del design e fumetto. Le enigmatiche scritte sembrano talvolta segnalare e altre volte semplicemente posarsi; chiarirsi come linea o disegno. Ci sono superfici fuse con il fondo in un impasto appiccicoso, sigillate; altre zone in cui il fondo è lasciato intatto come campo vuoto, in attesa di essere scritto. Il gioco tra linea e fondo richiama i mondi fluttuanti di El Lissitzky. C’è animazione nella linea stessa, e c’è il modo fumettistico della linea; come può una linea, o una forma, essere buffa in sé – al di là del suo riferimento alle forme molli e cedevoli del Dr. Seuss? C’è il gassoso e il pendulo, dei corpi estremi di Rubens o delle forme gonfie di Fragonard. Jacopo riesce a esprimere un autentico umorismo nella relazione tra le forme.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUmorismo e forma espressiva fanno da contrappunto a tensione e misura. Le forme si aggregano e si sgonfiano; i motivi premono sulla nostra coscienza, ma il significato è in ritirata. Queste notazioni potrebbero essere intese come domande simili nello spirito al lavoro di Michael Krebber, ma ciò che salva l’opera dall’essere semplicemente un’esposizione delle riflessioni di Norman Bryson sulla pittura-come-segno o del gesto attivato del pennello di de Kooning è la dinamica coinvolgente, evidente nella pittura di Jacopo, tra gioco concettuale e forza materiale. Non è un semplice esercizio di costruzione di mondi; qui la costruzione di mondi fa parte della tavolozza che contribuisce a quel campo imminente ed energico proprio della pittura.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eAndrew Hewish, maggio 2020.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ca href=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/artworks_3.pdf?v=1762854967\"\u003eCatalogo\u003c\/a\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCOMUNICATO STAMPA\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"x_328148109summary\"\u003eLondon Art Gallery Aleph Contemporary is delighted to present the exclusive online exhibition - Variations on Worldmaking featuring new work by Italian artist Jacopo Dal Bello. Curated by Jon Sharples, this collection of paintings, and mixed media works offer an unique opportunity to see and experience new contemporary art.\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"x_328148109summary\"\u003e \u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cp\u003eGran parte del nuovo approccio di Dal Bello è nata dalle circostanze della pandemia: l’artista con base a Berlino non ha più la libertà di girare per mercatini delle pulci in cerca di materiali trovati e si è invece concentrato sulla creazione di una serie di piccoli quadri. L’artista racconta che  questa nuova serie di opere nasce come un tutto ed emerge da un processo contemplativo di sottrazione di elementi. Sharples osserva: «Dato che in questo momento siamo stati tutti derubati dei nostri mondi, sono attratto dalla sensazione che ciascuna di queste tele, altrimenti modeste, sia un piccolo mondo a sé...  una voce d’enciclopedia per una terra che altrimenti esiste solo come diceria (come \"Tlön, Uqbar, Orbis Tertius\" nelle Finzioni di Borges...)».\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI dipinti di Dal Bello appaiono come sospesi tra contemplazione e compiutezza: tela scoperta, campiture di colore e segni creano una bellezza musicale che si colloca tra equilibrio e squilibrio, struttura e scomposizione. L’opera possiede un mistero racchiuso in una semplicità di forma e disposizione, una bellezza essenziale che evoca anche un complesso senso di memoria e narrazione. Il curatore racconta: «I dipinti mi ricordano le “variazioni su un tema” in senso musicale. E, come una partitura, le opere di Jacopo spesso alludono a un sistema di notazione grafica a cui non sono (ancora) stato iniziato.»\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta mostra online ci offre uno sguardo sul mondo degli atelier d’artista, su momenti di sperimentazione e creatività in una scala intima e toccante. Jacopo Dal Bello crea per noi nuovi mondi immaginativi da accogliere, vivere e godere, e Aleph Contemporary è onorata di presentare questa raccolta curata nell’ambito del suo programma di mostre online.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta mostra online sarà accompagnata da un saggio dell’artista e curatore contemporaneo Andrew Hewish.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c!--end kunstmatrix--\u003e","products":[],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/collections\/fictional-delineation-and-historical-approximation-2020-oil-paint-acrylic-and-pencil-on-canvas-40-x-30-cm.jpg?v=1762855112","url":"https:\/\/alephcontemporary.com\/it\/collections\/variations-on-worldmaking.oembed","provider":"Aleph Contemporary","version":"1.0","type":"link"}