{"title":"THE ROAD TO UTOPIA – A cura di Rosa J H Berland","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesta mostra presenta opere recenti di tre artisti contemporanei:\u003cstrong\u003e Alex McAdoo\u003c\/strong\u003e (Stati Uniti), \u003cstrong\u003eLee Johnson\u003c\/strong\u003e (Regno Unito) e \u003cstrong\u003eJaime Valtierra\u003c\/strong\u003e (Regno Unito\/Spagna). Per questi artisti l’arte è un mezzo per rinegoziare l’identità e uno strumento di critica sociopolitica. È anche una fonte del paradisiaco: uno spazio interamente inventato dal processo artistico soggettivo, «una nuova chiesa», come disse una volta l’artista espressionista Max Beckmann. Non si tratta tuttavia di un luogo di un unico dolore, di un’unica confessione o di un unico ideale, ma di una serie di mondi spesso profondamente privati e di lussureggiante splendore, popolati da protagonisti inquieti, simboli esoterici e da una riconfigurazione dell’identità e della narrazione. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAttingendo a esperienze di vita profonde e ordinarie, gli artisti si richiamano formalmente a capolavori storici e a movimenti modernisti canonici come l’espressionismo, il fauvismo e il cubismo, sintetizzando questi filoni di influenza per creare un immaginario contemporaneo. All’interno di questo approccio complesso, McAdoo, Johnson e Valtierra trasformano l’immaginazione in nuovi spazi. \u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlex McAdoo \u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDistinti da una padronanza del colore, della teatralità e del gesto, i dipinti figurativi e narrativi dell’artista ospite americano Alex McAdoo sono un’esplorazione e un ribaltamento delle storie eurocentriche e delle politiche identitarie nel contesto del clima politico odierno, filtrati dalle esperienze personali dell’artista. La pittura di McAdoo raccoglie vignette di immagini, ricordi e storie della storia per creare opere che trasformano l’identità: «Voglio che il mio lavoro contribuisca a smantellare il razzismo e offra alle minoranze che vivono ciò che ho vissuto io contenuti in cui riconoscersi e da cui trarre ispirazione». Così opere come ‘White Salmon Lodge’ (2019) e ‘Family in Livingston, Guatemala’ (2019) esplorano l’identità dell’artista come persona multietnica e i suoi legami con molti mondi, luoghi che esistono al di fuori di una narrazione omogenea. Il ritratto di Livingston della famiglia allargata di McAdoo è un assemblaggio pittorico di memoria e legami, in cui le pennellate restituiscono il passare del tempo e un legame esperienziale astratto con la narrazione. Questa astrazione e fluidità tra mondi si ritrova anche in opere recenti come ‘Verushka’ (2020) e ‘Dancing Over Fallen Statue’ (2020), dove persone reali e creature elementali emergono da strati di pigmento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn uno stile del tutto diverso, ‘Averroes, Maimonides, Aquinas’ (2019), nuova interpretazione della pittura di storia di McAdoo, ritrae i filosofi del XII secolo Ibn Rushd (Averroè) e Maimonide insieme al teologo e filosofo italiano del XIII secolo Tommaso d’Aquino. La composizione bilancia campiture di colore decorative e neoimpressioniste con un senso teatrale del movimento. McAdoo accosta dettagli contemporanei, come scarpe moderne e il servizio del caffè, alle arcaiche vesti fluenti di un filosofo religioso, mettendo così in discussione le nozioni di continuità e identità. In questa narrazione l’autoritratto si fonde con la pittura di genere, richiamando le disposizioni non lineari dei filosofi storici in dipinti come ‘La scuola di Atene’ di Raffaello (1509-11). Tuttavia, non è il legame con questi precedenti a distinguere l’opera di McAdoo, bensì la sua capacità di sintetizzare e rinvigorire gli elementi formali con un senso drammaturgico, e il modo in cui ricrea la narrazione con una voce che va oltre il punto di vista europeo predominante sulla storia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto senso narrativo dirompente, fluido e interconnesso si ritrova anche in ‘Gwalior Park’ (2018) di McAdoo, che raffigura il giovane artista con i suoi amici impegnati nella «distruzione» davanti a una veduta del tempio di Chaturbhuj a Gwalior, in India. Una limpidezza d’atmosfera e una stranezza ricordano il pittore Balthus, in particolare nel trattamento di valori tonali sobri. Ciò si contrappone a un senso disarticolato del gesto, che a sua volta simboleggia «un senso di non appartenenza». In questo e in altri dipinti McAdoo spiega che «collocando persone di colore in abiti dall’aspetto religioso intendo contestare l’idea che la civiltà moderna sia stata creata soltanto da cristiani bianchi del Nord Europa». L’inclusione di questo simbolismo riletto e di motivi storici accanto a immagini autobiografiche riconfigura la narrazione, radicandola nell’artista e nelle sue esperienze di identità. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eJaime Valtierra\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome per McAdoo, il lavoro dell’artista Jaime Valtierra nasce da una trasformazione di immagini della storia dell’arte attraverso il processo di studio. Nelle opere più recenti l’artista applica direttamente il colore in tinte audaci e intransigenti, in uno stile che si colloca tra l’espressionismo e l’immaginario grafico di Jean-Michel Basquiat. Il pannello destro di un grande trittico, ‘Unicorn and the Egg’ (2020), affronta «il mondo della fragilità umana, del fallimento e dell’altro lato dell’immaginazione e del desiderio umani che porta a credere in cose impossibili». Il dipinto risponde in parte al ‘San Martino e il povero’ di El Greco (1597-1599) e si richiama al dipinto cubista di Marcel Duchamp del 1912 ‘Nudo che scende le scale n. 2’. Nel vertiginoso tableau di segni e narrazione vediamo la figura di Humpty Dumpty e il mitico unicorno. «Nell’opera entrambi si collegano tramite il concetto fondamentale della caduta, solo attraverso la quale il suo esatto opposto può essere conosciuto o compreso. Secondo la mia lettura, è questo il significato originario del dipinto di El Greco: l’umiltà o la discesa come atto che incarna due figure opposte.» \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl titolo del pannello sinistro del trittico, ‘Masters of the Universe’, è un gioco sull’espressione francese ‘jouer des coudes’ (farsi largo a gomitate). Questo dipinto del 2020 è nato da una serie di disegni e si richiama anche alla stampa di James Gillray del 1797 ‘Midas, Transmuting All into Gold Paper’ e ai disegni di Lucifero di Botticelli per la\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003ci\u003eDivina Commedia\u003c\/i\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e. Il lavoro di Valtierra funziona come una versione contemporanea del soggetto, il tema del «male inscritto nell’ambizione umana e della mostruosità che vi si cela». Nei due pannelli si intreccia un dialogo che oscilla tra repulsione e fascinazione, il familiare e l’estraneo, una danza pittorica e calligrafica del profano e dello straordinario. Questo approccio collega il lavoro dell’artista all’immaginario di Philip Guston e agli espressionisti tedeschi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl contrario, il pannello centrale, ‘Dream of the Artist against the Spectre of Time’ (2020), raffigura un mondo paradisiaco popolato da una parata apparentemente infinita di immagini totemiche. L’artista osserva che il dipinto è stato ispirato da ‘L’albero della vita’ di Ignacio de Ries (1653). Nell’immagine di Valtierra il sogno del protagonista centrale è divenuto un regno pittorico, «che fa emergere nozioni astratte del tempo e del mondo ed echi contemporanei delle figure di Cristo e della morte presenti nel dipinto di de Ries».\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eLee Johnson\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSe nell’opera espressiva di Valtierra si trova un sogno stranamente reimmaginato, anche nelle immagini dell’artista Lee Johnson possiamo scoprire una tregua da un mondo inquieto. Johnson esplora infatti i momenti ordinari della vita contemporanea come utopia, un paradiso trovato nei recessi della mente dell’artista, un luogo selvaggio di fantasticheria. Le immagini nascono da parole, studi di persone, fotografie o oggetti di natura morta che possono animarsi durante il processo o diventare di nuovo decorativi e immobili. L’artista osserva: «Questa espressività comincia con un approccio nel complesso molto aperto… ogni dipinto sviluppa la propria forma e il proprio linguaggio». Gran parte delle opere dell’artista riguarda di fatto il «fare l’opera», come vediamo nel dipinto ‘Sculptor Sculpting’ (2020). In questa immagine, come in molte altre dell’opera di Johnson, il soggetto emerge da uno sfondo notturno, illuminato da una luce piatta quasi artificiale, trasformato dal processo artistico della sperimentazione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLegate a questa alchimia della creatività, le scene notturne sono prevalenti nel lavoro di Lee. La notte è dopotutto un soggetto da sempre prediletto dagli artisti nel corso della storia, e in opere come ‘The Ceramicist’s Studio at Midnight’ (2020) diventa per necessità un luogo interamente immaginato. In questi momenti notturni di buio d’inchiostro, mentre l’artista lavora, si percepisce un magico senso di alterità. Lee racconta infatti che per lui «le idee prendono vita soprattutto nelle ore più quiete». \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn alcune opere di Johnson gli oggetti simboleggiano le dinamiche delle relazioni: ad esempio i gatti simboleggiano il rifiuto degli altri, mentre le opere nello studio fungono da «surrogati di amici o familiari». A volte il trattamento di primo piano e sfondo da parte di Johnson confonde il simbolismo o il tema principale, e lo spettatore si perde nello spazio dei suoi dipinti: un mondo piatto e decorato in cui l’oscurità crea tensione tra decorazione e figurazione, richiamando la stampa giapponese e le scene d’interni di Henri Matisse. D’altra parte, in opere neoespressioniste come ‘Dancing on Holiday’ (2020), la mano dell’artista è leggibile, i segni di colore attraversano la superficie, tinte profonde e spesso contrastanti si sovrappongono alle figure o agli interni, aprendo una finestra su un mondo al tempo stesso ornamentalmente bello e imminentemente illeggibile. Di questa poesia visiva Lee dice: «Non sto progettando un’immagine; procedo a tentoni attraverso il dipinto». \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa pittura è dunque una strada verso l’utopia, forgiata nel cuore dell’artista. In questa selezione di nuova pittura contemporanea di Alex McAdoo, Lee Johnson e Jaime Valtierra vediamo che l’arte è molte cose: un luogo di celebrazione dei recessi selvaggi dell’immaginazione, la poesia del processo artistico, una negoziazione dell’identità e lo svelamento della tragedia dei sistemi politici ed economici. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eRosa JH Berland\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eComunicato stampa: \u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eAleph Contemporary\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e è lieta di presentare una mostra di tre artisti intitolata \u003c\/span\u003e\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e‘The Road to Utopia: Studio Carnival Paradise: Three Contemporary Painters’\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e , con nuove opere dell’artista americano \u003c\/span\u003e\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eAlex McAdoo\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e, dell’artista britannico \u003c\/span\u003e\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eLee Johnson\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e e dell’artista spagnolo \u003c\/span\u003e\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eJaime Valtierra\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e. La mostra esplora importanti tendenze formali e sociopolitiche della pittura contemporanea internazionale.\u003c\/span\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e \u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eA cura di \u003c\/span\u003e\u003cb\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eRosa JH Berland\u003c\/span\u003e\u003c\/b\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e, \u003c\/span\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eIspirato in parte da tecniche moderniste canoniche come l’espressionismo e il fauvismo, ciascun artista trasporta lo spettatore attraverso una serie di mondi paradisiaci – selvaggi e carnevaleschi – che riflettono un’esperienza contemporanea varia ed eclettica. Esaminiamo la pittura come mezzo per costruire mondi attraverso la creazione di un nuovo spazio estetico e come veicolo di commento sociale, elevando il ruolo delle belle arti a fonte di possibilità utopica.\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e \u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003eGli artisti divergono nello stile, ma condividono nella loro pittura un’immediatezza caratterizzata dall’uso di colori audaci e da una commistione di tecniche. Le vignette figurative dell’artista ospite Alex McAdoo esplorano la storia dell’arte e l’identità razziale sullo sfondo del clima politico odierno. Jaime Valtierra raffigura archetipi totemici, creature fantastiche e simbolismi della storia dell’arte, resi attraverso un linguaggio pittorico calligrafico di sua invenzione. Lee Johnson reimmagina oggetti apparentemente ordinari e momenti banali della vita quotidiana come straordinari slanci di tregua paradisiaca.\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003ca href=\"https:\/\/artspaces.kunstmatrix.com\/en\/exhibition\/2093517\/catalog\"\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/THE_ROAD_TO_UTOPIA.png?v=1762857434\" alt=\"\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003ca href=\"https:\/\/artspaces.kunstmatrix.com\/en\/exhibition\/2093517\/catalog\"\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/Screenshot_2025-11-11_at_10.35.40.png?v=1762857433\" alt=\"\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/a\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/Screenshot_2025-11-11_at_10.35.24.png?v=1762857434\" alt=\"\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\n\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/Screenshot_2025-11-11_at_10.35.31.png?v=1762857433\" alt=\"\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003cspan class=\"x_-411243860size\"\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/files\/Screenshot_2025-11-11_at_10.35.48.png?v=1762857428\" alt=\"\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e","products":[],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0907\/7335\/6877\/collections\/alex-mcadoo-averroes-maimonide-and-acquinas.jpg?v=1762857799","url":"https:\/\/alephcontemporary.com\/it\/collections\/the-road-to-utopia.oembed","provider":"Aleph Contemporary","version":"1.0","type":"link"}